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27 Settembre 2020

Salutata la Nazionale U20 i Passerotti della Tinet mettono nel mirino l’esordio di A3 con Bolzano presentando un nutrito programma di allenamenti congiunti. Mattia “Abbiamo fatto un buon lavoro, ma c’è attesa per vedere i progressi in fase di gioco. Sarà una stagione strana che potrebbe anche venir condizionata dalle positività degli atleti”

Dopo aver salutato con un grosso “In bocca al lupo” la nazionale U20 che si è diretta verso la Repubblica Ceca dove oggi inizierà l’avventura nell’ Europeo, la Tinet Prata ha messo nel mirino l’inizio dell’ormai imminente campionato di A3 che comincerà il 17 Ottobre col debutto casalingo contro Bolzano. Per capire quanto pubblico potrà ospitare il PalaPrata si devono ancora aspettare un paio di settimane. La Legavolley sta lavorando febbrilmente ad un protocollo che possa permettere di avere in palasport il 25% del pubblico di solito ammesso. La data fissata per avere le nuove normative è il 7 ottobre quando probabilmente verrà promulgato un altro DPCM in merito.
Nel frattempo, oltre che col pallone, ci si sta allenando anche a districarsi tra protocolli, tamponi e test che, inevitabilmente potrebbero condizionare lo svolgimento della competizione. Nel frattempo hanno costretto a modificare il programma settimanale dei Passerotti. Verrà infatti rimandato il primo allenamento congiunto della stagione, quello che avrebbe dovuto svolgersi martedì con il S. Donà. I gialloblù avevano in programma un “giro” di tamponi venerdì sera. Purtroppo i tecnici della ditta convenzionata non si sono presentati in palasport e quindi gli esami diagnostici sono stati posticipati ad inizio settimana, consigliando la dirigenza a rimandare la seduta congiunta con i ragazzi del Piave.
C’è grande attesa per poter vedere qual è la nostra situazione in fase di gioco – racconta Paolo Mattia, che oltre ai ragazzi della Tinet in settimana ha anche aiutato attivamente in palestra lo staff azzurro – per quello che mi riguarda sono soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto finora. Ci sono stati alcuni piccoli acciacchi, ma niente che abbia condizionato particolarmente il nostro programma. I più esperti stanno aumentando la loro efficienza mentre credo che i più giovani abbiano già dimostrato importanti miglioramenti tecnici, permettendoci di avere un buon livello di allenamento generale. Ovviamente siamo ancora in fase di conoscenza. Giorno per giorno i ragazzi entrano approfonditamente nella mia metodologia di lavoro e nel contempo io ne conosco pregi e difetti tecnici e caratteriali. Adesso si tratta solo di vedere qual è il nostro livello in campo, anche se credo che si possa pensare di essere ad un buon punto. Sappiamo che dovremmo imparare anche a gestire le incognite date da test e tamponi, essendo consapevoli che potrebbe capitare di perdere un giocatore anche a pochi giorni dalle partite, magari trovandoci costretti a rivoluzionare il piano partita e quanto provato in settimana. Per questa ragione sarà fondamentale avere un gruppo unito nel quale tutti siano bravi a farsi trovare pronti per dare il proprio contributo”


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12 Settembre 2020

Dal 20 al 24 settembre il C.S. Prata ospiterà la nazionale U2o per uno stage di allenamento in preparazione agli Europei che si terranno in Repubblica Ceca dal 26 settembre al 4 ottobre. Gli azzurrini di Angiolino Frigoni sosterranno doppie sedute giornaliere e un allenamento congiunto (non aperto al pubblico) con la A3 Tinet Prata martedì 22

C’è grande orgoglio tra le fila della Tinet Prata di Pordenone perché dal 20 al 24 settembre il rinnovato PalaPrata si tingerà d’azzurro. Infatti la società presieduta da Maurizio Vecchies ospiterà per uno stage di preparazione, che si concluderà con un allenamento congiunto, la nazionale maschile U20 guidata da Angiolino Frigoni che rifinirà così la propria preparazione in vista degli Europei di categoria che si terranno dal 26 settembre al 4 ottobre in Repubblica Ceca. Gli azzurrini che nel collegiale di Darfo Boario, oltre ad Angiolino Frigoni, già vice allenatore della nazionale azzurra maschile della Generazione di Fenomeni e in seguito anche di quella femminile, hanno potuto allenarsi seguendo i preziosi consigli di Julio Velasco, ora Direttore Tecnico di tutte le nazionali giovanili del settore maschile, e arriveranno carichissimi avendo sulle gambe già parecchi allenamenti congiunti con formazioni di Superlega (Milano, Monza, Verona) e Serie A2 (Brescia e Bergamo).

Gli azzurrini sosterranno doppie sedute di allenamento a partire da lunedì 21 mentre martedì con inizio alle 19.30 ci sarà un allenamento congiunto con i ragazzi di Paolo Mattia che così sperimenteranno per la prima volta in stagione l’opportunità di potersi allenare con un’altra squadra. Purtroppo le normative vigenti non permettono ad appassionati e tifosi di poter assistere a queste sedute di allenamento. Un’occasione sfumata per tutti i tecnici del territorio, ma comunque una gran soddisfazione che premia le capacità organizzative e le strutture pratesi. Gratificazione per la società C.S. Prata, ma anche per la Fipav regionale

“E’ un vero piacere avere ospite la Nazionale Italiana maschile under 20 nella nostra Regione. – afferma il presidente Alessandro Michelli –  “Appena appresa da Roma l’intenzione di svolgere alcune giornate di preparazione nel nostro territorio ho immediatamente pensato a Prata quale sede ideale.E ancora una volta la Società Prata Volley con tutto il suo staff insieme all’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Dorino Favot hanno dimostrato, come sempre, la propria importante disponibilità e gradita ospitalità. A loro un vivo ringraziamento mio personale e di tutta la Pallavolo Regionale che ho l’onore di rappresentare.”


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26 Luglio 2020

Il centrale, classe 2001, è praticamente nato in palestra e da sempre è stato tifoso dei Passerotti, che seguiva già ai tempi delle serie regionali nella angusta palestrina delle scuole medie “Far allenamento con i miei idoli da bambino è stato strano ed emozionante. Loro mi hanno accolto benissimo e grazie alla disponibilità dei miei pari ruolo o imparato molto. L’inzio è stato faticoso, ma gratificante. Mi auguro di ripetere la stessa esperienza anche quest’anno lavorando duro per migliorare”

Samuele Meneghel è gialloblù dalla nascita. Già dai primi giorni, infatti, il papà Maurizio, prima valido giocatore e ora General Manager dei Passerotti lo portava a vedere partite di pallavolo quando ancora Prata frequentava le serie regionali e si giocava nella angusta palestrina delle scuole medie. Da quella volta il giovane Meneghel ha bruciato le tappe giocando in tutti i campionati giovanili, conquistando dei titoli regionali e anche la soddisfazione di essere nominato MVP delle finali regionali U18 del 2018. Dopo la partecipazione alle finali nazionali, la chiamata di Luciano Sturam per mettere al servizio nella scorsa annata i suoi 191 cm al centro della rete di A3, mantenendo contemporaneamente anche spazio di gioco nella serie D di Manolo Pat. Dopo la maturità all’ITIS Kennedy lo attende l’università di Padova per la laurea in informatica.

Prata è la società di famiglia e in pratica si può dire che tu sia nato in palestra. Com’è nata la tua passione per la pallavolo?

“Mi ricordo che fin da piccolissimo andavo a vedere le partite della Serie C nella palestrina delle scuole medie. Ho provato molti sport. Il primo anno di pallavolo l’ho fatto, ad esempio, in contemporanea col basket. Alla fine ho fatto una scelta e ho puntato sul volley. Uno sport per il quale mi sentivo più portato e che trovo gratificante, appassionante ed emotivamente coinvolgente”

Chi sono stati i tuoi primi allenatori?

Ho iniziato in prima media, a 11 anni e i miei primi allenatori sono stati gli stessi che a suo tempo aveva avuto mio papà Maurizio: Francesco Bongiorno e Bepi Bazzo”

Ti pare strano giocare vicino a quelli che qualche anno fa erano i tuoi idoli? Te lo saresti immaginato?

“Molto strano, soprattutto nei primi allenamenti. Ero ovviamente già abituato a vederli quasi tutti i giorni, ma sedersi in spogliatoio ed allenarmi con loro faceva tutto un altro effetto. Avere compagni come Calderan o Ned che hanno avuto anche esperienze di Superlega è stato speciale”

Lo scorso anno hai già fatto parte del roster. Mi racconti la tua esperienza?

“Il primo mese sono stato abbastanza sconvolto dalle sedute pesi, perché fino a quel momento ne avevo fatte veramente poche e vedevo tutti sollevare chili con gran disinvoltura. Ovviamente anche il ritmo e la velocità di allenamento erano diverse da come ero abituato. I ragazzi mi hanno aiutato tantissimo: fin dal primo giorno mi sono sentito accolto e dai miei colleghi di ruolo, tutti decisamente più esperti, ho imparato tantissimo, anche grazie alla loro disponibilità”

Dove può crescere il Meneghel giocatore?

“Sicuramente devo migliorare tantissimo dal lato fisico. Nel mio ruolo è un fattore molto importante considerando che, per la media dei centrali, io non sono altissimo. Oltre a questo devo proseguire la strada che mi ha permesso di fare progressi nelle letture a muro”

Ti ha aiutato poter fare il doppio campionato?

“Assolutamente si. Allenarsi ad un livello superiore mi ha sicuramente migliorato, ma avere la prova sul campo dei propri progressi credo sia fondamentale”

Quali sono le tue aspettative pallavolistiche?

Spero di migliorare negli aspetti citati prima. Spero di poter imparare sempre cose nuove dai miei nuovi compagni, soprattutto dai miei pari ruolo. Quando raggiungi il tuo massimo livello vieni di sicuro ripagato. Non so cosa succederà, ma sono sicuro che sarà un anno soddisfacente e formativo”

Fuori dal campo cosa piace a Samuele?

“Sono una persona molto tranquilla e casalinga. Ma una cosa che non deve mai mancare nelle mie giornate è assolutamente la musica, in particolare il rap italiano”


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19 Luglio 2020

Il libero classe 2001, anche quest’anno è nel roster della prima squadra. Nella scorsa stagione assieme a Samuele Meneghel è stato l’apripista che ha portato il settore giovanile in Serie A e nel 2021 i frutti del grande lavoro con i giovani si vedranno in maniera ancora più marcata. Saranno 4 infatti “i giovani moschettieri” in prima squadra che hanno fatto tutta la trafila delle giovanili in gialloblù “Arrivare in prima squadra è il coronamento di un sogno che avevo fin da bambino

Matteo Vivan la pallavolo l’ha respirata fin da bambino. Prima grazie alla mamma, allenatrice, che lo ha portato in palestra a Pasiano e poi seguendo le orme del fratello maggiore Luca che, dopo una buon percorso pallavolistico ha intrapreso la carriera di fisioterapista e attualmente si occupa dei muscoli e della riabilitazione dei Passerotti quando sono acciaccati. “Avere un fratello che è stato pallavolista – racconta Matteo – è stato uno stimolo soprattutto per quanto riguarda il carattere e la determinazione. Il nostro rapporto è un continuo scambio di opinioni e, da parte sua, di esperienze ed insegnamenti molto utili”

Ma adesso è il piccolo di casa ad essersi preso il palcoscenico. Matteo classe 2001, ha fatto tutte le giovanili in gialloblù togliendosi diverse soddisfazioni, tra le quali la vittoria del titolo regionale U18 e la conseguente partecipazione alle finali nazionali di categoria nel 2019. Nella scorsa stagione oltre alla A3 ha continuato a giocare in Serie D e i ragazzi di Manolo Pat sono stati fermati solo dal lockdown mentre stavano conducendo il campionato. In questa stagione Matteo indosserà la maglietta da libero con la Tinet e nel frattempo frequenterà la facoltà di Scienze motorie a Gemona

“Posso dire di essere soddisfatto dell’annata scorsa se non fosse per lo stop improvviso che non ci ha permesso di concludere la stagione.
Per quanto riguarda la serie D eravamo in testa e questo ci ha lasciato ancora di più l’amaro in bocca soprattutto perché era un percorso iniziato con i miei compagni già dall’U14.
Per quanto concerne la serie A3 è stata un ottima annata sia dal punto di vista sportivo che di crescita personale.”

Ti sei già confrontato con Coach Mattia. Credi che sarà una stagione impegnativa?

Si ho parlato con Paolo. Dalla prossima stagione mi aspetto un campionato molto competitivo che secondo me riusciremo ad affrontare al meglio anche grazie al nostro roster.Io andrò all’università e spero di riuscire a conciliare al meglio studi e pallavolo.”

Quale pensi sia il tuo maggior pregio pallavolistico? E il difetto sul quale dovrai lavorare di più?
“Il mio punto di forza penso che sia il fare squadra e il pensare che ogni palla può essere recuperata . I difetti sono ancora molti ma quello su cui dovrò lavorare di più è l’ efficienza in  ricezione.”

Consiglieresti ad un giovane pallavolista di intraprendere la carriera da libero? Qual è la cosa che ti piace di più del ruolo?

“Consiglierei assolutamente ad un giovane pallavolista di intraprendere la carriera da libero poiché a mio avviso è il ruolo che da più soddisfazioni”

Com’è giocare nella prima squadra di una società nella quale hai fatto tutta la trafila delle giovanili? Ad un giovane che si approccia adesso all’attività pallavolistica quale consiglio daresti per inseguire il sogno della Serie A? Quando hai iniziato a giocare pensavi di raggiungere questa categoria o era per te solo un sogno?
“Sicuramente giocare nella prima squadra e a questo livello nella società che ti ha visto pallavolisticamente nascere è una grande soddisfazione ed è anche il coronamento di un sogno che avevo fin da bambino.
Ad un giovane direi che con l’impegno,la costanza e la passione si possono ottenere ottimi risultati. Sicuramente appena ho iniziato, per me era un sogno.”

Com’è Matteo Vivan quando non gioca a pallavolo?
“Oltre alla scuola, che mi occupa buona parte del tempo, mi piace trovarmi con gli amici e ascoltare musica”


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11 Luglio 2020

Il libero classe ’97 ritorna al Palaprata dopo 3 stagioni “La mentalità e i tifosi gialloblù ti rimangono addosso. Abbiamo fatto un mercato da dieci e potremo toglierci delle soddisfazioni. Io torno più consapevole, ma anche voglioso si imparare dai compagni più esperti”

La Tinet Prata completa la seconda linea ritrovando la sicurezza del libero Denis Pinarello. Classe ’97, di Paese, Pinarello si divide tra la pallavolo e la professione di soffiatore di vetro. Per lui, cresciuto nella prestigiosa “cantera” di Treviso con la quale ha messo in bacheca tre scudetti (U14, U17, U19), si tratta di un ritorno. Infatti Pinarello ha già presidiato la seconda linea gialloblù in B1 nella stagione 2016-2017 con al timone Luciano Sturam in una stagione conclusasi ad un passo dalla promozione in A2, andata invece a Saronno. Per Pinarello altri anni di B a Mestrino e quindi la scorsa stagione a Monselice. Proprio con la squadra padovana in questa sessione di mercato si è concretizzato uno scambio di liberi con Matteo Lelli in direzione veneta e Pinarello rientrato in Friuli

Cosa ti ricordi della tua prima esperienza a Prata?

“Sicuramente l’ambiente di Prata. Fatto di giocatori, e alcuni come Calderan e Deltchev ci sono ancora adesso, veterani della categoria. Non è stato facile passare da un gruppo giovanile ad un altro con grandissima esperienza ma, in questo modo, ho ricevuto una grandissima lezione sulla mentalità sportiva. Era incredibile vedere gente così matura che aveva grandissima voglia di vincere e di lavorare sodo e, infatti, le promozioni consecutive e, quando andava “male” comunque le partecipazioni ai play off non erano per niente casuali. Altra cosa peculiare di Prata è l’attaccamento di società e tifosi alla squadra. Non è una cosa che si vede negli altri campi. Questo rappresenta un motivo d’orgoglio per chi gioca, ma anche per chi partecipa da spettatore perché si sente parte integrante di una cosa bella”

Quell’anno ti è servito nelle tue esperienze successive?

“All’epoca, a dire la verità, certe dinamiche non le ho capite subito. Con gli anni però ho apprezzato anche perché la mentalità di cui parlavo prima in un certo senso ti si installa dentro. La fame di vittorie, la voglia di fare le cose per bene senza mollare di un centimetro”

Come ritorni a Prata?

“Mi sono sentito sempre un ragazzo maturo anche quando ero più giovane. Sicuramente arrivo più determinato. Sono conscio delle mie capacità, sono certo di poterle far vedere. Ho voglia di dimostrare che posso stare in campo in Serie A. In fondo per me questa è la prima esperienza.”

Quali sono le tue sensazioni e i tuoi obiettivi all’inizio di una nuova stagione?

“Le sensazioni sono buonissime. E’ stato fatto un mercato da dieci e lode perché alcuni colpi come Dolfo, Bellini e Bortolozzo, sono da grande squadra per la categoria. Di obiettivi non abbiamo ancora parlato, ma credo che potremo sicuramente toglierci qualche soddisfazione. A livello personale credo di avere molto da imparare da compagni di squadra come quelli che ho appena citato, potendo cogliere il massimo dalle loro esperienze in categorie più importanti. L’essere arrivato in Serie A non deve essere un arrivo, ma un punto di partenza. Sicuramente impegnativo, qualche volta stressante. Ma tante volte dalle difficoltà si possono vedere i miglioramenti di un giocatore”

Tecnicamente parlando, quale pensi possa essere il tuo maggior pregio e quale invece un aspetto sul quale pensi si possa ancora migliorare?

“Io mi sento un libero di ricezione. Negli anni di questo fondamentale la mia forza. Devo sicuramente e voglio migliorare in difesa. Più che mai quest’anno. Nelle ultime stagioni seguendo la Superlega ho visto che una difesa in più può fare la differenza quando c’è un livello di gioco così equilibrato. Credo comunque di avere molto da imparare in entrambe le fasi di gioco”

Pregi e difetti di Denis fuori dal campo?

“Un mio pregio è quello di essere riservato ed educato. Il difetto è la doppia faccia dei pregi. L’essere riservato mi porta a non esprimermi sempre completamente e tenermi le cose dentro. E questo ogni tanto si ripercuote anche sulla mia pallavolo. Io vivo l’attività sportiva in maniera molto intensa. Se mi alleno male divento insoddisfatto anche fuori dal campo. Quando mi alleno bene sento che cambia anche la mia giornata”

Quando non giochi a pallavolo cosa ti piace fare?

“Cerco di uscire con gli amici, anche se negli ultimi anni ho iniziato ad apprezzare anche lo stare a casa in completo relax, magari davanti ad una serie televisiva o ad un videogioco”


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5 Luglio 2020

Il palleggiatore di Visinale classe 2000, ritorna in gialloblù dopo le esperienze di Treviso, Motta e Portogruaro.
“Giocare con quelli che erano i miei idoli da bambino sarà molto motivante, anche se so di dover imparare molto per restare a questo livello. Ho vissuto il calore del PalaPrata da spettatore e non vedo l’ora di provarlo da giocatore”

Alle volte la vita è come il Monopoli. Si fa esperienza percorrendo tutta la scacchiera ma, alla fine, è sempre bello passare per il “Via”. E’ quello che è successo ad Antonio De Giovanni, giovane palleggiatore classe 2000 e 197 cm di Visinale, partito dalle giovanili di Prata per poi approdare al Volley Treviso e quindi a fare esperienza in Serie B prima con la Pallavolo Motta (promozione in A3) e lo scorso anno con la Pallavolo Portogruaro. Il suo ritorno al PalaPrata è una gradita notizia

Antonio come vivi questo tuo ritorno in gialloblù?

“Ho iniziato a giocare qui quando avevo 12 anni, sotto la guida di Francesco Bongiorno. Poi a 14 anni c’è stato il trasferimento a Treviso dove ho fatto tutte le giovanili. Ritornare qui è bello perché mi da un senso di compiutezza. Tutti i sacrifici che ho fatto in questi anni li vedo ripagati dal poter misurarmi con la Serie A. Giocare con Calderan piuttosto che Deltchev, che da piccolo ammiravo sugli spalti e che ora saranno miei compagni è una cosa molto motivante. E non ti nascondo che dopo anni di viaggi poter giocare, per di più in serie A, a pochissimi minuti da casa è anche una bella comodità. Ho vissuto il calore del PalaPrata da spettatore e non vedo l’ora di provarlo come giocatore, sperando che ce ne diano la possibilità”

Cosa ti aspetti da questa stagione?

“Spero di imparare il più possibile. So di avere davanti Luca che è un palleggiatore di tutto rispetto e cercherò di cogliere il massimo anche da lui. Dal lato della squadra spero che sia possibile toglierci delle belle soddisfazioni. Non ci sarà l’assillo della retrocessione, ma ci sono in palio due promozioni…”

Che tipo di giocatore è Antonio De Giovanni?

“Uno che vuole sempre vincere. Non mi piace fare fatica per perdere! (ride). E questo è possibile solo se dai sempre il 110% delle tue possibilità”

Punto forte e punto debole del tuo gioco?

“Iniziamo dalle cose sulle quali devo lavorare: è necessario che io migliori nella precisione del palleggio. Mi considero invece abbastanza bravo nel riuscire a smarcare l’attaccante sulle ricezioni positive”

C’è qualche momento pallavolistico che ti è rimasta nel cuore?

“La promozione in Serie A a Motta con 20 vittorie consecutive. Poi c’è stata grande emozione quando sono stato chiamato da Treviso.”

Il tuo sogno?

“Quando ho iniziato a giocare il mio obiettivo era quello di poter calcare un campo di Serie A e in questa stagione mi sarà possibile. Poi credo non si debba mai fermarsi nelle proprie aspirazioni anche mantenendole realistiche. Se sarà possibile in futuro vorrei guidare come primo palleggiatore una squadra di A”

Ci racconti di Antonio fuori dal campo di pallavolo?

“Frequento un corso biennale sulla logistica dei trasporti a Pordenone. Nel tempo libero, a dire la verità tra studio e pallavolo molto poco, sto con gli amici. Mi piace molto ascoltare musica, in particolare il rap sia americano che italiano. Mi piace immergermi nei testi di questi pezzi e capire bene cosa vuol dire l’artista utilizzando determinate parole”


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30 Giugno 2020

Centrale classe 2000, si è distinto lo scorso anno in Serie B al Volley Treviso. “Birarelli è un esempio non solo per le doti tecniche, ma anche per quelle morali da vero capitano. Sono emozionato, ma voglio dare il massimo e apprendere dai compagni più esperti”

Dopo la maturità appena ottenuta da perito informatico, Fabio Dal Col cerca di superare l’esame di maturità pallavolistica approdando in Serie A3. Centrale classe 2000 e 2 metri di altezza, nato a Conegliano e residente a Refrontolo, ha iniziato a muovere i primi passi pallavolistici a Susegana a 13 anni,poi  un triennio alla Piave Volley e infine il trasferimento al Volley Treviso dove lo scorso anno prima della pausa Covid si è distinto come uno dei migliori interpreti nel proprio ruolo, in una squadra che era posizionata saldamente al secondo posto.

Come vivi questo esordio in Serie A?

“Era uno dei miei obiettivi, ma è comunque una grande emozione. Conosco la società, lavora bene. Io cercherò di dare il massimo da subito”

Cosa ti aspetti da questa stagione?

“Di migliorare molto in tutti i fondamentali, inserendomi in un bel gruppo squadra. Giocherò per la prima volta in un gruppo seniores e cercherò di prendere il più possibile dai miei compagni più esperti”

Qual è il fondamentale nel quale ti senti più efficace e dove, invece, ritieni di dover migliorare?

“Credo di avere una buona battuta. Mi piacerebbe migliorare nel fondamentale del muro, soprattutto nelle letture e negli spostamenti verso i lati”

Un ricordo bello o particolare di questi tuoi primi anni di pallavolo?

“Un ricordo forte è legato al PalaPrata. Qui ho fatto il mio esordio in Serie B col Volley Treviso. E alla prima azione ho subito realizzato un muro punto!”

Come hai vissuto questi mesi di pausa forzata?

“Credo sia stato molto strano. All’inizio c’era molta voglia di allenarsi anche in maniera individuale, ma poi, mancando il gioco, si è un po’ affievolita. Per quello non vedo l’ora di ricominciare con la palla in palestra”

Hai qualche idolo o riferimento pallavolistico al quale ti ispiri?

“Nel ruolo di centrale ammiro molto Birarelli, non solo per le doti tecniche, ma anche per quelle morali da vero capitano”

E fuori dal campo cosa ti piace fare?

“Da buon informatico mi piace programmare e anche giocare con i videogames”


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27 Giugno 2020

Maurizio Vecchies, Presidente di Tinet Srl “ricomincia da tre”: main sponsor, presidente e socio di Volley Prata “Io sono ottimista.Faremo bene anche grazie al nostro pubblico che speriamo possa venire al PalaPrata. Sponsorizzare è una questione affettiva, ma da anche visibilità e buona reputazione. Il credito d’imposta potrebbe essere un eccellente veicolo per attirare nuovi partner”

Tinet conferma e rilancia: sarà ancora il main sponsor, questa volta in esclusiva, della prima squadra del Volley Prata, per il terzo anno consecutivo. Un rapporto nato con la promozione in A2 che sta diventando sempre più solido tant’è che Maurizio Vecchies Presidente del CDA di Tinet Srl ricomincia da tre: oltre che sponsor principale è anche presidente del C.S. Prata e, da quest’anno ha anche acquisito quote societarie. Una vera folgorazione quella per la palla che vola.

Siamo entrati nel mondo del Volley Prata – racconta Vecchies – dopo la promozione in A2. Abbiamo parlato con quelli che io simpaticamente chiamo “I 3 moschettieri” ovvero Davide Piccinin, Gianni Bertolo e Maurizio Meneghel e ci siamo trovati concordi che inizialmente l’impegno della nostra azienda doveva essere almeno triennale, con la condizione di rimanere in Serie A. Loro sono stati bravissimi perché (ride ndr) pur di farci mantenere il patto hanno fatto inventare alla Lega pure la Serie A3!”

Come si decide di sostenere un’attività sportiva di alto livello?

“Ci sono indubbie ricadute di immagine. Il nostro giro d’affari principale è legato al Triveneto e in questi anni ci è capitato che la gente associasse il nome dell’azienda alla buona reputazione della squadra di pallavolo, a Bolzano piuttosto che a Rovigo. Io sento molto anche la questione affettiva: sostenere la squadra del mio paese mi da soddisfazione e mi rende orgoglioso. Ho molto apprezzato che mi sia stato chiesto di entrare nel CDA societario con la funzione di presidente.  Un modo di dare una mano, ma anche una scelta di trasparenza da parte dei dirigenti. Posso esattamente sapere dove finiscono i miei investimenti pubblicitari”

Come vede la prossima stagione?

“Speriamo si possa svolgere regolarmente. Io sono ottimista. Spero che la pandemia vada veramente ad affievolirsi in modo da lavorare e anche fare sport tranquillamente.  Dobbiamo superare questo momento di paura e panico che rende le cose più difficili. Noi in particolare abbiamo sempre puntato molto sul pubblico, sui tifosi. Il pubblico del PalaPrata ci è sempre stato invidiato dalle compagini avversarie. Giocare a porte chiuse sarebbe una grave mancanza per noi. Peraltro io sono profano dal lato tecnico, ma sono convinto che abbiamo allestito un roster di tutto rispetto, con elementi che ci possono portare in alto e sarebbe un peccato che la gente potesse seguirci in maniera parziale”

Cosa ne pensa della proposta delle Leghe sportive al governo per avere un credito di imposta sulle sponsorizzazioni?

“Entrare come semplice sponsor è un po’ riduttivo. Io credo che ci debba essere anche passione e sentimento di vicinanza. In Friuli succede così. Anche le squadre di Serie A femminili di Volley presentano elementi di questo tipo. Sarà inevitabilmente un anno difficile per l’acquisizione di sostegno e risorse, data la situazione contingente. La proposta fatta al governo dalle Leghe sportive per avere un credito di imposta sulle sponsorizzazioni sarebbe un eccellente veicolo per poter avvicinare diversi partner, ai quali proporre pubblicità e visibilità a costi tutto sommato contenuti. E, credo, che per lo stato questo non sia un investimento insostenibile“


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24 Giugno 2020

Tinet Prata appoggia l’appello delle principali Leghe sportive italiane al Governo: approvare subito il credito di imposta sulle sponsorizzazioni per dare certezze a club e partner commerciali

Un’agevolazione fiscale senza costi effettivi per l’Erario che salvaguarda l’attività agonistica e la funzione sociale degli sport olimpici ma anche il diritto di migliaia di ragazze e ragazzi di praticare sport di alto livello

L’allarme lanciato dal Comitato 4.0: sport di vertice e professionale a rischio senza un’approvazione rapida del credito d’imposta sulle sponsorizzazioni nell’ambito della conversione in legge del Decreto Rilancio.

Senza certezze e senza l’apporto degli sponsor un terzo delle società e delle associazioni sportive non è certa di rinnovare l’iscrizione alla prossima stagione sportiva.

Il 98% delle società prevede, infatti, una riduzione delle sponsorizzazioni che si traducono in una perdita dei ricavi medi del 40%.

La perdita di gettito fiscale derivante dal mancato rinnovo dell’iscrizione ammonterebbe a 73 milioni di euro. Nell’attuale stato di incertezza il 95% delle realtà che si iscriveranno ai prossimi campionati hanno comunque stimato una riduzione del volume di affari e di conseguenza degli ingaggi del 26%, corrispondente a un minor gettito pari 39 milioni di euro. La perdita potenziale di gettito, senza aiuti strutturali, è quindi pari a 112 milioni.

Il credito d’imposta per la fascia di vertice dello sport italiano (escluse le società con oltre 15 milioni di fatturato) costerebbe 96 milioni di euro, quindi sarebbe ampiamente ripagato dalla messa in sicurezza del gettito tributario dello sport.

Non c’è più tempo. Tra la metà e la fine di luglio si chiuderanno i termini per le iscrizioni nei principali campionati italiani maschili e femminili di basket, volley, rugby e degli altri sport olimpici. Per effetto della crisi economica dovuta al prolungato lockdown per la pandemia di Covid-19 e senza certezza sulla possibilità di fruire del credito d’imposta tantissimi sponsor non hanno ancora confermato il proprio apporto per la prossima stagione. Sono molti già i casi di società che hanno fatto un passo indietro.

I danni che si profilano per lo sport di vertice e professionale sono già rilevanti. Ma senza mettere in sicurezza quella fascia dello sport italiano che svolge un imprescindibile ruolo di “ascensore” nella piramide sportiva si rischia di provocare danni duraturi al movimento.
L’impoverimento dello sport di vertice e la riduzione del suo perimetro significa infatti negare a centinaia di migliaia di ragazzi e di ragazze che si approcciano a una disciplina sportiva l’opportunità di crescere e di svolgere un’attività di alto livello e/o professionale.
Con il non secondario effetto di indebolire quella funzione sociale e di presidio sanitario che le società e le associazioni sportive svolgono in tutto il territorio nazionale.

Di fronte a questa emergenza le principali Leghe sportive italiane – Lega Pro, Lega Basket Serie A, Lega Pallavolo Maschile, Lega Pallavolo Femminile, Lega Basket femminile, Lega nazionale Pallacanestro e Fidal – Runcard – con il supporto di PwC TLS, hanno costituito un “Comitato 4.0” ed elaborato alcune proposte normative per l’introduzione di un credito d’imposta sulle sponsorizzazioni (nonché per gli apporti di capitale delle società sportive professionistiche e dilettantistiche).

Queste proposte sono state fatte proprie da quasi tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, e sono state trasfuse in emendamenti al disegno di legge di conversione del “Decreto Rilancio”. Sta emergendo dunque in Parlamento un consenso trasversale su misure che rappresentano un’ancora di salvataggio delle imprese sportive, particolarmente colpite dal blocco delle attività a causa del coronavirus, e che sono caratterizzate da una strutturale ridotta redditività e che non sostenute da ingenti risorse derivanti da diritti media.
L’emersione di questo consenso generalizzato è apprezzato dalle Leghe sportive, ma ora è necessario accelerare il percorso di approvazione dell’agevolazione per dare certezze a sponsor e club che vivono una fase cruciale della propria esistenza.

Le Leghe sportive italiane hanno voluto corredare le proposte sul credito di imposta per le sponsorizzazioni da uno studio che ha messo in evidenza come si tratterebbe di un costo sostanzialmente neutrale per le casse dello Stato.

I ricavi da sponsorizzazione delle società ed associazioni sportive attive nell’ambito di discipline ammesse ai Giochi olimpici, con ricavi prodotti in Italia compresi tra i 200 mila e 15 milioni di euro annui, sono stimabili complessivamente in circa 400 milioni di euro. Applicando un credito di imposta pari al 50% del valore delle sponsorizzazioni di entità superiore ai 10 mila euro (come richiesto dalle Leghe partecipanti al Comitato) risulterebbe un costo per l’Erario pari a 96 milioni di euro.

D’altro canto il costo per l’introduzione di un bonus per le sponsorizzazioni sportive sarebbe compensato dalla salvaguardia del potenziale gettito fiscale e contributivo di società ed associazioni sportive di medie dimensioni che, in assenza di misure strutturali, non rinnoveranno l’iscrizione alla prossima stagione sportiva, fattispecie con effetti strutturali; ovvero vedranno diminuire il volume d’affari.

Nel primo caso da una indagine condotta su un campione di 214 società è emerso che il 31% dei club sta valutando se rinnovare l’iscrizione alla prossima stagione sportiva e il 98% prevede una riduzione degli sponsor, con minori introiti mediamente del 40% rispetto all’anno precedente. La perdita di gettito fiscale, derivante dal mancato rinnovo dell’iscrizione ammonterebbe a 73 milioni di euro, con ripercussioni strutturali sugli anni successivi.
Nel secondo caso l’effetto derivante da una contrazione del volume di affari delle squadre iscritte (i soggetti coinvolti nell’indagine hanno stimato una riduzione pari a circa il 26% degli ingaggi, ma in ogni caso il 95% dei club prevede un taglio agli emolumenti) potrebbe un calo del gettito fino a 39 milioni di gettito.
Dunque l’effetto complessivo di minor gettito fiscale per lo Stato, per la prossima stagione sportiva, potrebbe ammontare a circa 112 milioni di euro.

Le misure sono state attualmente all’attenzione del Governo, in particolare del Ministro Spadafora e del Ministro Gualtieri, e l’auspicio è che vengano approvate in modo da preservare il ruolo che lo sport può svolgere come strumento di sviluppo e crescita sociale.

Consulta i risultati della survey condotta su più di 200 Club afferenti alle Leghe costitutive del Comitato 4.0


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24 Giugno 2020

Tanta esperienza e capacità tecnica. Sono le caratteristiche garantite da Ludovico Dolfo, nuovo schiacciatore dei Passerotti. 12 anni tra A1 e A2, la gioia di aver vestito la maglia azzurra e ancora tanto entusiasmo “Credo che il nostro roster sia forte e competitivo e che sia giusto essere ambiziosi e puntare ad un campionato al vertice”

Si chiama Ludovico, ha il capello folto ed è indubbiamente tra i migliori nella sua categoria. Ed è prontissimo a suonare una bellissima sinfonia con gli orchestrali della Tinet Prata. Non è Beethoven, ma Ludovico Dolfo, vero colpo di mercato concluso dal direttore d’orchestra Luciano Sturam. Dolfo, nato a Treviso il 30 Giugno 1989, banda ricevitrice di 198 cm, ha un curriculum ed un’esperienza di tutto rispetto. Dopo gli anni delle giovanili alla Sisley Treviso, con ricca dotazione di scudetti giovanili ha esordito in prima squadra nel 2008 e ha frequentato per 6 stagioni i parquet di A1 a Belluno, Loreto, Castellana Grotte e Città di Castello. Seguono poi le esperienze in A2 a Bergamo, Ortona e Reggio Emilia. Con gli emiliani gioca per quattro stagioni, tra le quali l’ultima, in compagnia dell’altro nuovo Passerotto Alberto Bellini.
Un bel feeling c’è anche con la maglia azzurra. A Brno nel 2008 vince il premio come miglior schiacciatore e best scorer degli Europei Juniores. Nel 2010 la convocazione nella Selezione U23, mentre nel 2013 l’esperienza con la Nazionale maggiore con la quale conquista a Mersin in Turchia l’oro ai Giochi del Mediterraneo e un bronzo a Kyoto nella Grand Champions Cup

Il tuo è un curriculum di tutto rispetto con 12 stagioni tra A1 e A2. cosa ti ha convinto a “scendere” in A3 e venire a Prata?

“Sono contento di arrivare a Prata, una società seria che tralaltro è pure vicino a casa mia. Quest’anno ho fatto una scelta importante di vita ovvero abbinare un’attività lavorativa alla pallavolo e Prata lo ha reso possibile. Speriamo che questo binomio porti successo in entrambi i campi”

Fra i tuoi nuovi compagni conosci Bellini con cui hai giocato lo scorso anno e soprattutto Bortolozzo, tuo collega già ai tempi della Sisley. Cosa ti ha raccontato Matteo della sua esperienza in gialloblù?

“Conosco molto bene Bellini per averci giocato assieme quest’anno a Reggio Emilia e sono contento di condividere con lui un’altra stagione, ma soprattutto sono contentissimo di ritrovare un amico come Bortolozzo. Ci tengo a ringraziarlo perché in questo periodo è stato come una fidanzata che ti corteggia. Ha insistito quotidianamente per farmi venire a Prata. Ci lega una forte amicizia nata ancora ai tempi dell Under 14 della Sisley. Peraltro ritrovo un altro compagno come Luca Calderan, anche lui nel periodo oro granata e anche Ned è una faccia nota. Siamo un bel gruppo e sono convinto che faremo bene.

Conoscevi già l’ambiente di Prata?

“L’ambiente di Prata lo conosco già dai tempi in cui i Passerotti militavano in Serie B. Sono stato al PalaPrata due stagioni fa quando giocavo in A2 con Ortona. E’ un ambiente caldo e sono contento di avere vicino a casa una società che dimostri non solo competenza, ma anche grande affetto per i propri giocatori”

Qual è la tua impressione sul prossimo campionato di  A3 e sulla nuova squadra che si sta formando?

“Non conosco molto il campionato di A3, ma solitamente amo conoscere nei particolare le squadre che andrò ad affrontare e quindi attendo di scoprire i roster definitivi delle altre compagini. Per quanto riguarda noi credo di poter dire che siamo una squadra forte. Dobbiamo essere ambiziosi e credere di poter affrontare un campionato al vertice”

Hai già parlato con Coach Mattia? Quali sono gli obiettivi tuoi personali per la prossima annata?

“Ho parlato ieri ed è stata una bella chiacchierata. La preparazione sarà molto importante dopo un periodo di stop così lungo. Dobbiamo essere positivi  e consapevoli delle nostre qualità e lottare per stare ai piani alti della classifica e magari anche buttare un occhio alla promozione”

C’ è un ricordo pallavolistico al quale sei particolarmente legato? Hai qualche idolo, sportivo o no, al quale ti ispiri?

“Di ricordi ce ne sono tanti a partire dagli scudetti giovanili e l’esordio in prima squadra con la Sisley. Le medaglie con la nazionale italiana ai Giochi del Mediterraneo e alla Grand Champions’ Cup, entrambi nel 2013 resteranno nel cuore. Il mio idolo da quando ero in U13 è assolutamente Samuele Papi. Infatti indosso il numero sei, che era il suo e che mi ha accompagnato per tutta la carriera”

Come definiresti il giocatore Dolfo?

“Questa è una bella domanda. Credo di essere un giocatore di equilibrio anche se mi piacciono molto i fondamentali di attacco. Quest’anno cercherò di portare la mia esperienza, ma sono convinto che con il roster che è stato allestito faremo molto bene”

Quando non sei in palestra come ti piace occupare il tempo libero^

“Sono un amante dello sport in generale. Seguo molto il basket, soprattutto l’ NBA e il tennis. Una passione è quella che riguarda il mondo del vino e mi piacerebbe iniziare un corso da sommelier per entrare in quel mondo. Sono sposato con una ragazza americana, di Los Angeles, ormai da 3 anni. Quest’anno staremo a casa a Maserada e ce la godremo sicuramente più del solito”